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The History of the Decline and Fall of the Roman Empire

Una storia illuminista in sei volumi del declino di Roma.

Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano, talvolta abbreviato in Decadenza e caduta dell'Impero romano, è un'opera in sei volumi dello storico inglese Edward Gibbon. I sei volumi coprono un arco cronologico vastissimo, dall'apogeo dell'Impero romano nel 98 d.C. alla caduta di Bisanzio nel 1590. La sua portata include la storia del primo cristianesimo e la sua affermazione come religione di Stato romana, la caduta dell'Impero romano d'Occidente, l'ascesa di Gengis Khan e Tamerlano, e discussioni sulle rovine dell'antica Roma.

Il primo volume fu pubblicato nel febbraio 1776 da William Strahan e Thomas Cadell, e fu ristampato in una serie di sei edizioni rivedute tra il 1776 e il 1789. I volumi II e III apparvero nel 1781, e gli ultimi tre volumi furono pubblicati insieme nel 1788. Il progetto iniziale di Gibbon era di scrivere una storia della decadenza e caduta della città di Roma, solo in seguito ampliò la sua portata all'intero Impero romano. Dedicò gran parte della sua vita a quest'opera, paragonando la pubblicazione di ogni volume successivo a un neonato.

Gibbon attinse a fonti come le Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza di Montesquieu, il Saggio sulla storia universale di Voltaire e il Discorso sulla storia universale di Bossuet. La sua tesi spiega la caduta dell'Impero romano come dovuta in gran parte alla graduale perdita di virtù civica tra i suoi cittadini, e diede inizio a una controversia tuttora in corso sul ruolo del cristianesimo, sebbene attribuisse grande peso ad altre cause di declino interno e agli attacchi esterni.

Il tono di Gibbon era distaccato, imparziale e tuttavia critico, cadendo occasionalmente nella moralizzazione e nell'aforisma.

Quick Facts

Country
England
Language
English
Author
Edward Gibbon
Subject
History of the Roman Empire and fall of the Western Roman Empire
Publisher
Strahan & Cadell, London
Released
1776–1789
Format
Print
LC classification
DG311

Facts from the source article.

Contesto e storia

L'opera in sei volumi di Gibbon traccia l'Impero romano dal suo apogeo nel 98 d.C. attraverso l'ascesa del cristianesimo come religione di Stato, il crollo dell'Impero d'Occidente, le campagne di Gengis Khan e Tamerlano e la caduta di Bisanzio nel 1590, concludendo con riflessioni sulle rovine dell'antica Roma. Il primo volume apparve nel febbraio 1776, pubblicato da William Strahan e Thomas Cadell, e fu ristampato in sei edizioni rivedute fino al 1789.

I volumi due e tre seguirono nel 1781, con gli ultimi tre volumi pubblicati insieme nel 1788. La prima edizione fu stampata in formato quarto, con ristampe in ottavo a partire dal 1783. Il tono di Gibbon è distaccato e critico, cadendo occasionalmente nella moralizzazione e nell'aforisma. Egli sostiene che l'impero cadde principalmente a causa di una graduale perdita di virtù civica tra i suoi cittadini, aggravata dalle invasioni barbariche.

La sua controversa enfasi sul ruolo del cristianesimo – sostenendo che dirottò la ricchezza dagli affari di Stato verso la Chiesa, incoraggiò il ritiro monastico e promosse un pacifismo che ridusse il servizio militare – scatenò un dibattito tuttora in corso. Gibbon disprezzava il Medioevo come un'era superstiziosa e dominata dal clero, considerando la sua 'Età della Ragione' come la ripresa del progresso umano. Difese la sua opera da numerosi opuscoli critici con una pubblicazione del 1779 intitolata A Vindication of Some Passages in the Fifteenth and Sixteenth Chapters.

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