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Azurite

Un minerale di rame blu intenso usato come pigmento fin dall'antichità.

L'Azurite, nota anche come azzurrite o chessilite, è un minerale di rame morbido e di colore blu intenso che si forma attraverso l'alterazione dei depositi di minerale di rame. Il suo colore blu profondo è dovuto alla presenza di cationi di rame(II). È un carbonato basico con formula chimica Cu3(CO3)2(OH)2 e cristallizza nel sistema monoclino, formando spesso grandi cristalli prismatici di colore blu scuro, sebbene possa presentarsi anche in forme massicce, nodulari o druse. Ha una durezza Mohs compresa tra 3,5 e 4 e un peso specifico tra 3,7 e 3,9. Una caratteristica distintiva è che effervesce se trattata con acido cloridrico, tipica dei carbonati. L'azurite è nota fin dall'antichità e fu descritta da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia con il nome greco kyanos e il latino caeruleum. All'inizio del XIX secolo era anche chiamata chessilite, dalla sua località tipo a Chessy, vicino a Lione, in Francia. Il minerale è instabile all'aria aperta e spesso si trasforma nel più stabile minerale verde malachite, un processo che comporta la sostituzione dell'acqua con anidride carbonica. Nonostante ciò, l'azurite rimane stabile in normali condizioni di conservazione. Giacimenti notevoli includono Bisbee, Arizona; Chessy, Francia; e Tsumeb, Namibia. Storicamente, veniva macinata per ottenere un pigmento noto come blu di montagna o pietra armena, usato dall'antico Egitto fino al Medioevo, sebbene fosse spesso confusa con il lapislazzuli. La sua morbidezza e la tendenza ad alterarsi ne limitano l'uso in gioielleria, ma rimane un esemplare popolare per i collezionisti.

Quick Facts

Category
Carbonate mineral
Formula
Cu; 3 (CO; 3;); 2 (OH); 2
Imasymbol
Azu
Molweight
344.67 g/mol
Strunz
5.BA.05
System
Monoclinic
Class
Prismatic (2/m) (same H-M symbol)
Symmetry
P2; 1, c

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Contesto e storia

L'azurite cristallizza nel sistema monoclino, con cristalli grandi spesso prismatici e di colore blu scuro. Gli esemplari possono essere massicci, nodulari o presentarsi come cristalli drusiformi che rivestono una cavità. Il minerale effervesce se trattato con acido cloridrico, una caratteristica dei carbonati. Il suo colore blu intenso deriva dagli ioni rame(II) e da transizioni d-d a bassa energia. L'azurite è instabile all'aria aperta rispetto alla malachite e viene spesso sostituita pseudomorficamente dalla malachite, un processo che comporta la sostituzione dell'acqua con anidride carbonica. In normali condizioni di conservazione, l'azurite è abbastanza stabile e mantiene il suo colore per lunghi periodi.

Guida alla lettura

L'azurite è stata usata come pigmento blu fin dall'antichità, con esempi rinvenuti in tavolozze della IV dinastia egizia, tessuti di mummie della V dinastia e pitture murali della XVIII dinastia. Era nota come blu di montagna, pietra armena e azzurro della Magna. Mescolata con olio vira leggermente al verde; con tuorlo d'uovo diventa grigio-verde. Il riscaldamento distingue l'azurite dall'ultramarino: l'azurite si converte in ossido di rame nero, mentre l'ultramarino resiste al calore. L'azurite viene usata occasionalmente per perline e gioielli, sebbene la sua morbidezza e la tendenza ad alterarsi ne limitino l'uso. È una pietra popolare tra i collezionisti, e l'idea che gli esemplari debbano essere accuratamente protetti dalla luce intensa, dal calore e dall'aria aperta potrebbe essere una leggenda metropolitana. L'azurite è un buon indicatore superficiale di minerali di rame solforati alterati, solitamente trovata insieme alla malachite.

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