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Socialist law

Sistema giuridico degli Stati comunisti con organo supremo dello Stato al di sopra della costituzione.

Il diritto socialista, noto anche come diritto sovietico, è un sistema giuridico presente negli Stati comunisti ed ex comunisti, in cui l'organo supremo del potere statale (OSPS) detiene un'autorità superiore alla costituzione, dirigendo sia gli organi giudiziari supremi che quelli procuratori. Si basa sulla tradizione del diritto civile ma incorpora modifiche sostanziali derivate dall'ideologia marxista-leninista. Una caratteristica fondamentale è l'ampia proprietà statale dei beni, con la maggior parte delle attività detenute dallo Stato o da cooperative agricole, e la creazione di tribunali e leggi speciali per le imprese statali. Il sistema presenta un settore di diritto pubblico notevolmente ampliato e un settore di diritto privato ridotto, insieme a estese garanzie sociali come il diritto al lavoro, all'istruzione gratuita, all'assistenza sanitaria e alla pensione, che vengono scambiate con un alto grado di mobilitazione sociale. Il processo giudiziario manca di natura adversarial, con l'accusa pubblica che funge da "fornitore di giustizia", e la magistratura è subordinata al partito comunista al potere. Le prime fasi degli Stati socialisti hanno spesso comportato l'espulsione parziale o totale delle ex classi dirigenti dalla vita pubblica, sebbene in seguito ciò si sia spostato verso una politica di nazione senza classi. La diversità di opinioni politiche è scoraggiata e la proprietà intellettuale gode di scarsa considerazione.

Lo sviluppo storico della teoria giuridica sovietica ha visto diverse tendenze concorrenti. I primi teorici come Pēteris Stučka, Dmitry Kursky e Nikolai Krylenko promuovevano il diritto proletario e la giustizia rivoluzionaria, mentre Evgeny Pashukanis era più critico del concetto. Una tendenza dittatoriale, che raggiunse il suo apice sotto Joseph Stalin con Andrey Vyshinsky, utilizzava il diritto per reprimere l'opposizione, spesso attraverso i tribunali della polizia di sicurezza. Durante la destalinizzazione di Nikita Khrushchev, emerse una tendenza di "legalità socialista", che enfatizzava i diritti procedurali e statutari mentre richiedeva obbedienza allo Stato, portando a nuovi codici legali nel 1960. Nonostante ciò, le influenze dittatoriali e utopiche persistettero, inclusa la persecuzione dei dissidenti. Verso la fine del 1986, l'era di Mikhail Gorbachev rinnovò l'enfasi sui diritti individuali e criticò le violazioni procedurali, segnalando una rinascita della legalità socialista, sebbene mancasse ancora delle caratteristiche della giurisprudenza occidentale. Gli studiosi dibattono se il diritto socialista sia un sistema separato o una variante del diritto civile romano-germanico, poiché ha preservato i criteri formali del diritto civile.

Last updated 2026-09-30 from the source article.

Quick Facts

Field
Comparative legal studies
Known for
Legal system in communist states with SSOP above constitution

Facts from the source article.

Contesto e storia

Il diritto socialista, noto anche come diritto sovietico, è un tipo di sistema giuridico presente negli Stati comunisti ed ex comunisti. In tali sistemi, l'organo supremo del potere statale detiene un'autorità superiore alla costituzione, con i più alti organi giudiziari e procuratori che operano sotto la sua guida. Il sistema si basa sulla tradizione del diritto civile ma incorpora importanti modifiche derivanti dall'ideologia marxista-leninista. Una caratteristica distintiva è l'abolizione quasi totale della proprietà privata, con la maggior parte della proprietà detenuta dallo Stato o da cooperative agricole, e esistono tribunali e leggi speciali per le imprese statali. Il settore del diritto pubblico è notevolmente ampliato mentre quello del diritto privato è ridotto. Il processo giudiziario manca di carattere adversarial, poiché l'accusa pubblica è vista come un fornitore di giustizia. Le prime fasi degli Stati socialisti hanno spesso comportato l'espulsione parziale o totale delle ex classi dirigenti dalla vita pubblica, sebbene ciò si sia gradualmente spostato verso una politica di un'unica nazione socialista senza classi. La diversità di opinioni politiche è direttamente scoraggiata e il partito comunista al potere è soggetto a procedimenti giudiziari principalmente attraverso i propri comitati di partito. La magistratura è subordinata al partito e vi è scarsa considerazione per la proprietà intellettuale. Lo Stato fornisce ampie garanzie sociali – come il diritto al lavoro, all'istruzione gratuita, all'assistenza sanitaria, alla pensione e al congedo di maternità – in cambio di un alto grado di mobilitazione sociale.

Guida alla lettura

Il significato del diritto socialista negli studi giuridici comparati è dibattuto, con alcuni studiosi che lo considerano una categoria distinta mentre altri lo considerano una variante del sistema di diritto civile romano-germanico. Questo tipo giuridico è definito dall'organo supremo del potere statale che si colloca al di sopra della costituzione, con la magistratura e gli organi procuratori che operano sotto la sua guida. Il suo fondamento è l'ideologia marxista-leninista, che modifica la tradizione del diritto civile ampliando notevolmente il diritto pubblico e restringendo il diritto privato. La maggior parte della proprietà è detenuta dallo Stato o da cooperative agricole, e tribunali e leggi speciali governano le imprese statali. Il processo giudiziario manca di carattere adversarial, poiché l'accusa pubblica è vista come un fornitore di giustizia. Le prime fasi degli Stati socialisti hanno spesso comportato l'espulsione delle ex classi dirigenti dalla vita pubblica, sebbene in seguito ciò si sia spostato verso una politica di nazione senza classi. Il partito comunista al potere era soggetto a procedimenti giudiziari attraverso i comitati di partito e la magistratura era subordinata al partito. Le garanzie sociali – come il diritto al lavoro, all'istruzione, all'assistenza sanitaria e alla pensione – erano estese ma comportavano un'elevata mobilitazione sociale e lo scoraggiamento di opinioni politiche diverse. La teoria giuridica sovietica si è evoluta attraverso fasi: i primi tribunali rivoluzionari, una tendenza dittatoriale sotto Stalin in cui la polizia di sicurezza gestiva la giustizia, un'era di destalinizzazione che enfatizzava la legalità socialista e i diritti procedurali, e una successiva rinascita dei diritti individuali sotto Gorbachev. Nonostante questi cambiamenti, il dissenso politico e religioso continuò a essere perseguitato e la legalità socialista mancava delle caratteristiche della giurisprudenza occidentale.

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