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The Dothraki

Nel Mare d'Erba non ci sono muri, solo cavalieri e coloro che cadono sotto di loro.

I Dothraki sono una cultura guerriera nomade che abita le vaste praterie conosciute come il Mare Dothraki, situato a est della Baia degli Schiavisti e a sud delle Montagne dell'Osso. Rinomati per la loro maestria nell'equitazione e la feroce indipendenza, venerano la forza sopra ogni altra cosa. A differenza delle civiltà stanziali di Westeros o Essos, non possiedono città, castelli o lingua scritta; per loro, ogni terra non calpestata dagli zoccoli dei loro cavalli è senza valore. Costituiscono una forza militare formidabile che rappresenta un potere primordiale e selvaggio, sfidando le rigide strutture politiche del mondo conosciuto.

Culture Type
Nomadic Warrior Society
Primary Habitat
The Dothraki Sea (Essos)
Leadership Structure
Khal (Warlord) and Bloodriders
Religious Belief
Worship of the Great Stallion
Key Language
Dothraki
Military Strength
Light Cavalry Archers, Unconventional Tactics

Contesto e storia

I Dothraki fanno risalire le loro origini a un'antichità precedente a ogni documento scritto, emergendo da est per conquistare le terre che ora percorrono. La loro società è strettamente gerarchica, guidata da un Khal che esige lealtà assoluta dal suo khalasar (banda di guerra). Un uomo diventa Khal solo attraverso la conquista e la forza; se cade in battaglia o perde la sua autorità, i suoi seguaci si disperdono nella steppa. Dividono il mondo in due gruppi: coloro che cavalcano, destinati a governare, e coloro che camminano. La loro vita spirituale ruota attorno al Grande Stallone, una divinità profetizzata per unire tutti i khalasar Dothraki in un'unica forza. Questa credenza alimenta la loro guerra costante. Senza insediamenti permanenti o agricoltura, dipendono interamente dal bestiame allevato e dalle risorse saccheggiate dalle città conquistate. Il fuoco è sacro nei loro rituali per purificare i morti, mentre le armi di ferro sono più pregiate dell'oro.

Nella loro storia

Il vento ululava attraverso il mare d'erba sconfinato, portando l'odore di terra secca e sudore di cavallo. Khal Drogo sedeva alto sul suo stallone, una montagna nera di muscoli sotto di lui, il volto dipinto con la vernice di guerra della vittoria. Intorno a lui, migliaia di cavalieri aspettavano in silenzio, le loro lame ricurve che scintillavano sotto il sole cocente. Non parlavano; non avevano bisogno di parole per capire il loro scopo. Davanti a loro si trovava la città di Vaes Dothrak, proibita ai guerrieri ma sacra a tutti. Mentre Drogo alzava in alto il suo arakh, un unico grido squarciò l'aria, un suono che non era né umano né animale, ma il ruggito della pianura stessa. Il khalasar si lanciò in avanti, un fiume di acciaio e cuoio che scorreva verso il destino.

Guida alla lettura

I Dothraki operano come una confederazione decentralizzata di bande di guerrieri chiamate khalasar, ciascuna guidata da un potente signore della guerra chiamato Khal. Il loro obiettivo principale è la sopravvivenza attraverso la mobilità costante e la conquista, espandendo il territorio solo per nuovi pascoli o risorse. Non hanno interesse a governare città o coltivare; invece, si considerano i predatori al vertice del mondo. I membri sono legati da un rigido codice d'onore che valorizza la forza fisica, il coraggio e la lealtà verso il Khal sopra ogni altra cosa. Le donne che sopravvivono ai loro Khal entrano a far parte del Dosh Khaleen, le sagge di Vaes Dothrak, che servono come veggenti e custodi della storia.

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