Giganotosaurus
Una lucertola gigante del sud che rivaleggiava in dimensioni con Tyrannosaurus.
Il genere attirò molto interesse e divenne parte di un dibattito scientifico sulle dimensioni massime dei dinosauri teropodi. Questo dibattito fu rinnovato negli anni '90 da nuove scoperte in Africa e Sud America, e Giganotosaurus ne fu il protagonista. Nella loro descrizione originale, i paleontologi che denominarono l'animale lo considerarono almeno il più grande teropode dell'emisfero australe, e forse il più grande al mondo. Notarono che il suo femore era più lungo di quello del più grande esemplare conosciuto di Tyrannosaurus e che le sue ossa sembravano più robuste, indicando un animale più pesante.
Ricercatori successivi hanno dissentito, con alcuni che ritengono Giganotosaurus più grande di Tyrannosaurus, mentre altri li considerano all'incirca uguali in dimensioni e giudicano esagerate le stime più grandi per Giganotosaurus. L'animale fu denominato nel 1995 da un esemplare olotipo scoperto nel 1993 nella Formazione Candeleros della Patagonia, Argentina, che è completo quasi al 70%. Il nome del genere significa "lucertola gigante del sud", e il nome della specie onora il suo scopritore, Ruben Carolini.
Un osso dentale, un dente e alcune impronte trovate in precedenza furono in seguito assegnati a questo genere. Giganotosaurus era un membro della famiglia Carcharodontosauridae, che include altri teropodi molto grandi. Il suo cranio era basso, con ossa nasali ruvide e una cresta a forma di rilievo sull'osso lacrimale davanti all'occhio. La parte anteriore della mandibola era appiattita e presentava un "mento" sporgente verso il basso all'estremità, che potrebbe aver aiutato a resistere allo stress durante il morso.
I suoi denti erano compressi lateralmente e seghettati. Si pensa che fosse omeotermo, con un metabolismo intermedio tra quello di un mammifero e quello di un rettile, che consentiva una crescita rapida. Sarebbe stato in grado di chiudere le mascelle rapidamente per catturare e abbattere le prede con morsi potenti, ed è considerato il predatore apicale del suo ecosistema, forse nutrendosi di sauropodi giovani.
Quick Facts
- Field
- Paleontology
- Type
- Theropod dinosaur
- Known for
- One of the largest known terrestrial carnivores; subject of debate over maximum theropod size
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Contesto e storia
Giganotosaurus era un grande dinosauro teropode del Cretaceo inferiore dell'Argentina, circa 111-106 milioni di anni fa. Il suo nome significa "lucertola gigante del sud", e il nome della specie onora il suo scopritore, Ruben Carolini. L'olotipo, trovato nella Formazione Candeleros della Patagonia nel 1993, è completo quasi al 70% e include la maggior parte della colonna vertebrale, i cinti pettorale e pelvico, i femori e la tibia e fibula sinistre.
Questo esemplare è conservato nel Museo Paleontologico Ernesto Bachmann a Villa El Chocón. Giganotosaurus è uno dei più grandi carnivori terrestri conosciuti, sebbene le stime esatte delle dimensioni varino a causa dei resti incompleti; alcuni ricercatori lo considerano più grande di Tyrannosaurus, mentre altri li trovano all'incirca uguali. Il suo cranio era basso, con ossa nasali ruvide e una cresta a forma di rilievo sull'osso lacrimale davanti all'occhio.
La parte anteriore della mandibola era appiattita con un "mento" sporgente verso il basso all'estremità, che potrebbe aver aiutato a resistere allo stress durante i morsi. I denti erano compressi lateralmente con seghettature. Il collo era robusto e il cinto pettorale era proporzionalmente piccolo. Parte della famiglia Carcharodontosauridae, è strettamente imparentato con Mapusaurus, Tyrannotitan e Carcharodontosaurus.
Si pensa che fosse omeotermo, con un metabolismo intermedio tra quello di un mammifero e quello di un rettile, che consentiva una crescita rapida. Poteva chiudere le mascelle rapidamente per sferrare morsi potenti ed era probabilmente il predatore apicale del suo ecosistema, forse nutrendosi di sauropodi giovani.
Lo sapevi?
- Un osso dentale più grande dell'8% rispetto a quello dell'olotipo suggerisce che il più grande individuo di Giganotosaurus potrebbe aver avuto un cranio lungo 1,95 m.
- Alcune piste di teropodi e impronte isolate, lunghe fino a 50 cm, sono state assegnate a Giganotosaurus.
Idee Sbagliate Comuni (Editoriale)
Alcuni credono che Giganotosaurus sia definitivamente più grande di Tyrannosaurus rex, ma i fatti mostrano che questo è dibattuto, con alcuni ricercatori che li considerano all'incirca uguali in dimensioni. Si presume anche a volte che Giganotosaurus sia noto solo da resti frammentari, ma l'esemplare olotipo conserva quasi il 70% dello scheletro, inclusa la maggior parte della colonna vertebrale e le ossa degli arti.
Perché è Importante (Editoriale)
Giganotosaurus perdura come simbolo di quanto incompleta possa essere la documentazione fossile, ma di quanto possa ancora rivelare sugli estremi dell'evoluzione. Il suo scheletro quasi completo e il dibattito irrisolto sulle sue dimensioni massime rispetto a Tyrannosaurus continuano a catturare l'immaginazione del pubblico, sfidandoci a perfezionare la nostra comprensione di ciò di cui i più grandi predatori terrestri fossero veramente capaci.
Domande frequenti
Che ruolo giocava Giganotosaurus nel suo ecosistema?
In quanto predatore apicale, Giganotosaurus si trovava al vertice della sua catena alimentare, usando il suo cranio enorme e il morso potente per cacciare grandi prede. La sua struttura fisica indica un cacciatore dominante negli ambienti del Cretaceo sudamericano.
Come finisce la storia di Giganotosaurus?
Giganotosaurus scomparve dalla documentazione fossile durante il Cretaceo inferiore, ben prima dell'estinzione di massa che pose fine alla stirpe dei dinosauri non aviani alla fine del Cretaceo. Le circostanze esatte del suo declino come specie rimangono un argomento di studio paleontologico in corso.
Per cosa è più noto Giganotosaurus?
Giganotosaurus è noto soprattutto come uno dei più grandi carnivori terrestri mai trovati e come figura centrale nel dibattito in corso sulle dimensioni con Tyrannosaurus. Serve come punto di riferimento chiave per comprendere quanto grandi potessero diventare i dinosauri teropodi durante lo stadio Albiano del Cretaceo inferiore.
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