Harry Potter Codexery

Prophecy of Sybill Trelawney

Un sussurro che condannò un Signore Oscuro e forgiò un eroe.

Predisse che un bambino nato alla fine di luglio da genitori che avevano sfidato il Signore Oscuro per tre volte avrebbe posseduto il potere di sconfiggerlo per sempre. Questa dichiarazione criptica mise in moto gli eventi che portarono alla morte di James e Lily Potter e all'ascesa di Harry Potter come 'Il Prescelto'. Sebbene spesso considerata come un fato assoluto, la vera natura della profezia è che essa ha potere solo perché Voldemort ha scelto di agire in base ad essa. Prendendo di mira proprio Harry, invece di Neville Paciock (l'altro ragazzo che corrispondeva ai criteri), il Signore Oscuro segnò effettivamente Harry come suo pari, adempiendo alla condizione della predizione attraverso le sue stesse azioni.

Speaker
Sybill Trelawney
Recipient
Albus Dumbledore
Subject
Harry Potter (and Neville Longbottom)
Antagonist Mentioned
Lord Voldemort
First Recorded Appearance
The Order of the Phoenix
Current Status
Stored in the Department of Mysteries

Contesto e storia

La profezia fu pronunciata durante un colloquio di lavoro a Hogsmeade, quando Sibilla Cooman entrò in uno stato di trance. Parlò di un bambino nato da genitori che avevano sfidato tre volte il Signore Oscuro, segnandolo con una cicatrice e donandogli un potere che lui non conosce. L'affermazione creò un paradosso: se la profezia fosse stata ignorata, forse non si sarebbe mai avverata; ma una volta intercettata da una spia, costrinse Voldemort a cercare il bambino, assicurandone così l'adempimento. La registrazione fisica di questo evento è conservata in una sfera di cristallo all'interno del Dipartimento dei Misteri, precisamente nella Sala delle Profezie. Queste sfere sono custodite su scaffali altissimi e si frantumano solo se toccate da qualcuno diverso dalla persona a cui si riferiscono o dal loro destinatario previsto. La profezia stessa non fu mai messa per iscritto; esiste solo come ricordo e come risonanza magica intrappolata nella sfera di vetro. L'ambiguità della profezia permetteva due potenziali candidati: Harry Potter, nato il 31 luglio da James e Lily (entrambi membri dell'Ordine), e Neville Paciock, nato a fine luglio da Frank e Alice (anch'essi membri dell'Ordine). La scelta di Voldemort di perseguire i Potter in base al suo stesso pregiudizio sul sangue fu ciò che alla fine selezionò Harry come salvatore profetizzato.

Nella loro storia

L'aria nella Testa di Porco era pesante di birra stantia e fumo di legna, uno sfondo banale per il momento straordinario che si stava svolgendo al tavolo. Sibilla Cooman non sorseggiò il suo vino; invece, i suoi occhi si rovesciarono all'indietro, spegnendo il suo sguardo umano mentre una voce—sottile, fredda e che echeggiava da un pozzo profondo—si impossessò della sua gola. Silente rimase immobile, i suoi occhiali a mezzaluna che catturavano la luce fioca, ascoltando mentre parlava di un ragazzo segnato da un fulmine e che possedeva un potere che il Signore Oscuro non poteva comprendere. Fuori, il vento ululava contro il vetro della finestra, ignaro del fatto che il destino di due mondi era stato appena sigillato in poche parole pronunciate. Quando la trance si ruppe, Sibilla crollò in avanti, la sua mente cancellata dalla visione, mentre la spia che aveva colto solo metà della frase fuggì nella notte. Portava con sé un frammento di verità che gli sarebbe costato la vita e avrebbe alterato irrevocabilmente la storia.

Guida alla lettura

Ben più di un espediente narrativo, la profezia funge da bussola morale della saga, smantellando l'illusione del fatalismo. Sostiene che il destino non è un copione pre-scritto ma una reazione alla scelta: Voldemort avrebbe potuto ignorare il ragazzo nato a luglio, ma furono la sua stessa paranoia e il pregiudizio sul sangue a spingerlo a dare la caccia proprio a Harry, 'segnandolo così come suo pari'. La profezia ha potere solo perché lui ha scelto di agire in base ad essa, dimostrando che, sebbene possano esserci date delle circostanze, il nostro carattere è definito da come rispondiamo ad esse.

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