Good Omens Codexery

The War in Heaven

Una guerra per un niente che è diventato tutto, e che in realtà non è mai finita.

La Guerra in Paradiso è l'antico e grande conflitto tra gli eserciti del Cielo e le legioni dell'Inferno, una guerra infuriata prima degli eventi di Good Omens e la cui situazione di stallo irrisolta costituisce l'intero sfondo della storia. Nessuna delle due parti ha mai veramente vinto; la guerra si è semplicemente arenata, lasciando entrambe le fazioni bloccate in una tregua amara e lunga secoli. È la ferita che non si è mai rimarginata, la ragione per cui il 'Piano' per l'Apocalisse è stato ideato come un accordo finale e definitivo, e il motivo per cui ogni angelo e demone nella narrazione porta l'antico odio come un livido su cui non smettono di premere. Per il lettore o lo spettatore, la Guerra in Paradiso non viene mai mostrata in tutti i suoi dettagli drammatici. Viene citata, allusa e percepita nella tensione tra personaggi che un tempo hanno premuto grilletti opposti. È il 'perché' dietro ogni cosa: perché il Cielo è così rigido, perché l'Inferno è così sarcastico, perché Crowley e Aziraphale – due veterani di trincee opposte – finiscono per essere gli amici più improbabili del cosmo.

Quick Facts

Type
Historical interdimensional conflict
Combatants
Angels of Heaven vs. Demons of Hell
Outcome
Stalemate; neither side achieved victory
Aftermath
Truce established; the 'Plan' (the Apocalypse) designed as a final resolution
Notable veterans
Crowley (Hell), Aziraphale (Heaven)
Narrative role
Backstory engine; the unresolved cause of all present tension

Contesto e storia

Nella cosmologia di Good Omens, la Guerra in Paradiso è trattata con lo stesso tono casuale e leggermente imbarazzato che si userebbe per descrivere una faida familiare che va avanti da tre generazioni. Iniziò per quello che viene costantemente descritto come un punto di contesa molto piccolo, quasi ridicolo – un leggero malinteso, un disaccordo procedurale minore, il genere di cose che in qualsiasi altro contesto sarebbero state risolte davanti a una tazza di tè. Ma il Cielo e l'Inferno non fanno tè. Fanno annientamento. E così una minuscola scintilla divenne un incendio che consumò eoni. La guerra in sé non viene mai narrata scena per scena. Quello che impariamo è che fu lunga, brutale e, in definitiva, inutile. Nessun territorio fu permanentemente conquistato. Nessuna ideologia fu dimostrata. Gli eserciti semplicemente finirono le cose da scagliarsi addosso e, in un reciproco ed estremamente insoddisfacente esaurimento, si fermarono. La tregua che seguì non fu una pace; fu una pausa. Entrambe le parti mantennero i loro eserciti mobilitati, i loro rancori affilati, il dito sul grilletto. E poiché la situazione di stallo era intollerabile per la burocrazia del Cielo, il 'Piano' fu redatto: un'Apocalisse programmata in cui le due parti sarebbero state finalmente costrette a cooperare, la questione su chi avesse ragione sarebbe stata risolta dalla pura meccanica della Fine, e la guerra sarebbe finita. Perbene. Finalmente. Con la burocrazia. Ciò che rende la Guerra in Paradiso così centrale al nucleo emotivo della storia è che è il trauma condiviso dei suoi due protagonisti. Crowley, un demone dell'Inferno, e Aziraphale, un angelo del Cielo, hanno ciascuno portato il lato dell'altro nella propria mitologia personale. Per Crowley, la guerra fu la ragione per cui fu schierato sulla Terra, la ragione per cui imparò a odiare il bagliore rigido e ipocrita dell'autorità angelica. Per Aziraphale, fu la ragione per cui trascorse millenni a osservare l'umanità da una libreria, la ragione per cui si innamorò della stessa specie che la sua parte avrebbe dovuto giudicare. La loro amicizia è, nel senso più letterale, una riconciliazione postbellica che né l'Alto Comando né gli Inferi hanno mai sanzionato.

Guida alla lettura

La Guerra in Paradiso non è un artefatto o un potere utilizzabile; è un evento storico, il conflitto fondante tra gli eserciti celesti del Cielo e le legioni infernali dell'Inferno. Non ha un unico proprietario. Appartiene alla memoria di ogni angelo e demone che l'ha vissuta, e le sue conseguenze si ripercuotono su ogni decisione successiva nella narrazione. Le 'regole' che la governano sono semplicemente le regole del mondo: Cielo e Inferno sono opposti nello scopo, il loro conflitto è strutturale piuttosto che personale, e nessuna delle due parti è capace di un vero compromesso. Il limite della guerra è la sua futilità – non ha prodotto un vincitore, nessun nuovo territorio, nessuna risoluzione filosofica – solo una situazione di stallo così scomoda che l'intero 'Piano' per l'Apocalisse fu progettato come una soluzione alternativa. La Guerra in Paradiso conta di più nelle scene in cui emerge la storia condivisa di Crowley e Aziraphale: il loro primo incontro, le loro discussioni, il modo in cui i loro battibecchi portano il ritmo di vecchi nemici che hanno dimenticato di essere stati un tempo nel mirino l'uno dell'altro. Nella serie TV, la guerra è evocata nella sequenza di apertura e nel modo in cui il linguaggio del corpo di entrambi i personaggi cambia quando viene menzionata l'appartenenza dell'altro. È la corrente sotterranea dietro ogni conversazione sul Piano, l'Apocalisse e il destino dell'Anticristo. Tematicamente, la Guerra in Paradiso è l'argomentazione della storia contro il disegno prestabilito. La guerra era un 'Piano' andato storto – un piccolo disaccordo amplificato dalla rigidità istituzionale in un eone di inutile massacro. L'Apocalisse è un altro Piano, e l'intera narrazione riguarda due veterani della prima guerra che decidono, contro ogni protocollo e ogni ordine dei superiori, che la seconda non deve accadere come è stata scritta. Il libero arbitrio, in Good Omens, è l'atto di deporre l'arma in mezzo alla trincea e dire: 'Preferirei di no.'

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