Origin World
Un resoconto gnostico della creazione e della fine dei tempi, trovato nella biblioteca di Nag Hammadi.
Sull'origine del mondo è un'opera gnostica che tratta della creazione e della fine dei tempi. È stata trovata tra i testi della biblioteca di Nag Hammadi, nel Codice II e nel Codice XIII, subito dopo la Realtà degli Arconti. L'opera è senza titolo; gli studiosi moderni la chiamano "Sull'origine del mondo" in base al suo contenuto. Potrebbe essere stata scritta ad Alessandria verso la fine del III secolo, data la sua combinazione di idee giudaiche, manichee, cristiane, greche ed egizie. Il pubblico dell'autore sconosciuto sembra essere costituito da estranei che non conoscono la visione gnostica di come il mondo sia venuto all'esistenza.
Quick Facts
- Location
- Winden, Germany
- Primary inhabitants
- Nielsen
- Kahnwald
- Tiedemann
- Doppler families
- Temporal status
- Source of the time loop; eventually destroyed in Season 3
- Key landmark
- The Winden Nuclear Power Plant
- Causal origin
- Born from the union of Claudia and Gottfried's experiment to save their son
Contesto e storia
Il testo inizia con una critica alla credenza comune che il caos esistesse prima di ogni altra cosa. Invece, afferma che qualcosa esisteva prima del caos e che il caos è stato creato da un'ombra. Quest'ombra era il risultato di un desiderio espresso dalla somiglianza di Sophia, che fluì da Pistis. L'ombra diede vita ai poteri delle tenebre e al sovrano Yaldabaoth, che stabilì il suo dominio sulla materia. Yaldabaoth creò il cielo e la terra, e generò tre figli: Yao, Eloai e Astaphaios. I Sette Cieli del Caos sono abitati da esseri androgini. Yaldabaoth crea cieli meravigliosi per i suoi figli e viene lodato, ma in seguito diventa vanaglorioso e pecca. Pistis Sophia rivela la sua immagine e rimprovera Yaldabaoth. Sabaoth adora Pistis, riceve la luce e crea un'assemblea angelica con Gesù e la Vergine. Pistis separa Sabaoth dalle tenebre, provocando la gelosia del creatore principale, che crea la morte e 49 demoni. Zoe crea in risposta sette poteri buoni. Yaldabaoth vede la somiglianza di Pistis nell'acqua e si rende conto del suo errore. La Preveggenza Sambathas (il nome femminile di Yaldabaoth) si innamora di Adamo di luce, ma lui la odia perché lei è nelle tenebre, così lei riversa la sua luce sulla terra, creando la santa terra simile all'acciaio e purificando l'acqua.
Guida alla lettura
La conclusione discute la natura dell'umanità immortale, spiegando che gli spiriti beati e senza inganno furono inviati nel mondo di distruzione dal padre immortale per provocare la condanna dei governanti. Il Verbo, o Gesù il Logos, fu inviato per annunciare ciò che era sconosciuto e rivelare la verità nascosta sulle sette autorità del caos. Prima della fine dell'era, ci sarà un grande terremoto e una guerra tra i governanti, che porterà alla caduta dei cieli e dei poteri del caos. La luce coprirà le tenebre e la gloria dell'inconcepito riempirà i regni eterni. I perfetti torneranno alla loro casa, ma i non perfetti rimarranno nei regni degli immortali, incapaci di entrare nel regno senza re. Sull'origine del mondo contiene molte somiglianze testuali con l'Ipostasi degli Arconti, che è generalmente considerata una combinazione di due fonti: un'esegesi della Genesi e un dialogo di rivelazione noto come Apocalisse di Norea. Hans-Martin Schenke propone che l'Apocalisse sia stata incorporata anche nell'Origine. Roel van den Broek suggerisce che entrambe le fonti siano state usate sia per l'Origine che per l'Ipostasi, ma che l'Origine sia stata successivamente redatta da un editore gnostico valentiniano, lasciandola 'piena di transizioni brusche e contraddizioni interne'.
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